Airashi Maid Cafè

Maid caffe- PRESENTAZIONE di un paio di MAID

AIJIN
“Sono Aijin, la maid amante della natura e di tutte creature.
Adoro le atmosfere mistiche e la magia… non garantisco la completa integrazione con gli esseri umani, sono sincera…
Sarà un’esperienza al di là dello spazio e del tempo!”

Miwa
“Yo goshujin-sama e oujo-sama! Io sono Miwa, una delle storiche componenti dell’Airashī Maid Café. Sono la maid GAMER e la mia più grande passione sono, appunto,i videogiochi! Siete pronti a giocare con me? Vi aspetto!”
KUMA ( butler)
Mi chiamo Kuma , sono il Butler cavaliere . Da un lato buono e adorabile con chi è affidabile , dall’altro freddo e distaccato con chi se l’è meritato.
ECHIKO
Non farti intimorire dall’altezza, la maid Echiko è una dolce fan sfegatata di shoujo e della poesia dello studio ghibli…ma attenzione, a volte si può rivelare fredda ed insensibile: hai voglia di scoprire chi è oggi?
LILY
Nya! Sono Lily, la maid gatto! Cosa dire di me? Vediamo… Mi piacciono molto la musica e disegnare. Sono una persona molto allegra! Che altro? Posso essere molto gentile… Ma anche molto dispettosa! State attenti! :3 nya nya!

Aspetto Miwa seduta in una gelateria. Il suo vero nome non è questo ma, visto che devo incontrarla per parlare del Maid Café che ha fondato, credo sia giusto chiamarla così.Per chi di voi non lo sapesse un Maid Café è un particolare tipo di caffetteria a tema nata agli inizi del XXI secolo in Giappone. Il primomaid café è stato probabilmente il Cure Maid Café, aperto nel quartiere di Akihabara nel maggio 2001.Pensati inizialmente per la clientela di appassionati di fumetto ed animazione che frequenta il quartiere, questi locali hanno riscosso crescente successo e notorietà, allargandosi ad un pubblico più vasto.

Caratteristica fondamentale di un maid café è la maid, una ragazza in un particolare tipo di divisa da cameriera di foggia vittoriana o francese, riccamente decorata con pizzi e l’immancabile grembiule. Al costume si accompagna la cura dell’ambiente e l’istruzione delle cameriere, che accolgono i clienti con la frase. «Ben tornatato a casa, onorato padrone!» e possono intrattenerli con giochi e esibizioni canore. Il fenomeno è affine al cosplay. (Definizione tratta da wikipedia n.d.r)

Miwa arriva giusto qualche minuto in ritardo e subito si scusa, con un sorriso che potrebbe farsi perdonare tutto o quasi. Dice che ha trovato traffico e non ho il coraggio di dirle che sono arrivata in ritardo anch’io. Le sorrido.

E’ una ragazza minuta, con gli occhi verdi e i capelli che arrivano fino alle spalle. Ordina un gelato al cioccolato fondente.Quando ci sediamo non mostra il minimo segno di imbarazzo, anzi sembra felice. Mi dice sorridendo chiudendo gli occhi e inclinando la testa – Non avrei mai creduto di essere intervistata!

-Allora, so che l’idea di fondare il Miu Maid Café è stata tua.

Sì, è così. Me ne sono innamorata a Lucca, due anni fa, e da subito ho cominciato a chiedermi se una cosa del genere avrebbe potuto essere apprezzata anche qui a Rovigo. Mi sono detta che la nostra città aveva già una fiera del fumetto (“Rovigo Comics, Cosplay & Games” n.d.r) e che, forse, avrebbe potuto trovarvi posto anche un Maid!

-Intraprendente!

Quella è la chiave di tutto! – ride – Ma non ero da sola: due mie care amiche mi hanno aiutato in tutte le fasi del progetto…anche loro, adesso, sono delle Maid.

-Una cosa per volta: come hai cominciato? Voglio dire…balletti, costumi…mi sembra complicato!

Ho cercato di capire quali fossero le priorità e di organizzarmi di conseguenza. L’idea era di cercare le ragazze alla fine, presentando loro un piano d’azione trasparente e completo, in modo tale che ci fossero il minor numero di imprevisti in corso d’opera.

Per prima cosa ho cercato una sarta che fosse disposta a lavorare in tempi brevi e a farci un prezzo ragionevole, poi ho proposto l’idea al gruppo che si occupa di organizzare Rovigo Comics, Cosplay & Games…

-Qual è stata la loro prima reazione?

Hanno capito che l’idea aveva delle potenzialità e si sono dimostrati disposti ad ospitare il Maid nella loro manifestazione.
Di fatto sono stati i primi a credere in noi, è una cosa carina, no?

-Sì, molto! Sembrano dei bravi ragazzi!

Sono fuori di testa! Come ci si aspetta da gente che, dal nulla, ha creato una fiera come questa! Lo sai che nessuno di loro si occupa di organizzare eventi, nella vita? Sono universitari e lavoratori… roba da matti!

-Miwa, aspetta, un discorso per volta. Hai parlato con loro, va bene. E poi? Voglio dire: non avevi nulla in mano, solo una gran voglia di fare.

Infatti a quel punto ho capito che potevo farcela davvero. Ho deciso che era arrivato il momento di cercare le ragazze! Ho chiesto allo Staff di RovigoComics di pubblicare un annuncio sulla loro pagina Facebook per aiutarmi… e mi sono stupita della risposta! Il gruppo è nato nel giro di qualche giorno!

-Sembra tutto in discesa! Non avete avuto intoppi? Problemi?

Da quel momento ce ne sono stati un paio. Sai, mi sono trovata ad aver a che fare con ragazze che condividevano l’idea e la passione ma era importante che capissero che il Maid era un impegno serio e che andava affrontato con un certo spirito. Abbiamo avuto delle defezioni, ragazze che sono scomparse senza lasciare traccia, altre che non si sono comportate bene…ma tutto questo ha rafforzato il gruppo che è rimasto, unendoci. Adesso siamo affiatate e siamo amiche anche nella vita vera. E’ una delle cose per cui ringrazierò sempre il Maid.

-Entriamo nel dettaglio allora! Prima di incontrarti ho fatto delle ricerche e, a grandi linee, ho capito cos’è un Maid Café…

Ho una vaga idea di dove andrai a parare…

-Immagino sia una domanda che ti hanno fatto in tanti! Mi spieghi questo fatto delle “modalità”? Che significa?

Bingo! (Ride e quasi le cade il gelato dal cucchiaino, n.d.r)

E’ esattamente quello che sembra: ogni Maid ha un suo carattere, ben definito, che deve rispettare durante tutto il tempo in cui lavora al Maid Café. Serve per rendere ogni Maid diversa e interessante, a creare un personaggio che sia credibile e che abbia caratteristiche chiare e subito visibili dal cliente. E’ come se fosse un gioco di ruolo!

-Un gioco di ruolo? Tipo D&D?

Chiaro che non è la stessa cosa: non ho lanciato nessun dado per decidere il mio punteggio in carisma e non ho nessuna abilità speciale che mi permette di portare più vassoi sfruttando la forza del pensiero, ma il modo in cui una ragazza recita la sua parte da Maid è molto simile a quello che hanno i giocatori di ruolo. Di fatto creiamo un personaggio con una storia e degli interessi, gli diamo un nome e ci immedesimiamo in lui, parliamo come parlerebbe lui e pensiamo come penserebbe lui.

-Ok, ma non ho ancora capito la faccenda della “modalità”.

E’ una diretta conseguenza della creazione del personaggio. Vedi, le Maid giapponesi hanno modi diversi per approcciarsi al cliente che variano a seconda di come lui le preferisce. In Giappone la concezione del Maid è diversa rispetto a quella che abbiamo noi… Ma cerco di non divagare! (Cosa che non le riesce semplice, a dirla tutta n.d.r) Per semplificare la cosa abbiamo deciso che ognuna di noi avrebbe, a grandi linee, presentato al cliente 2 tipologie di carattere: in una si dimostrava più gentile e servizievole, nell’altra era più scontrosa e sulle sue. A queste modalità veniva dato un nome che richiamasse il carattere della Maid.

-E tu sei…?

Io, nella vita, ho una smodata passione per i videogiochi… l’ho portata nel mio “essere Maid” così ho chiamato le mie modalità “Noob” e “Pro”.

Ti lascio immaginare quale fosse cosa.

-Wow!! Ma passiamo ad altro… ho letto che le Maid possono intrattenere il cliente con esibizioni di ballo e… – Miwa si nasconde gli occhi con una mano – che succede?

Non me ne parlare. Le altre ragazze sono bravissime, io sono del tutto inguardabile! Avevamo diversi balletti da imparare e io sembro un pezzo di legno in tutti quanti…e pensare che ho fatto tantissime prove, sono davvero negata.

Alla fine ho cercato di ballare il meno possibile…e penso sia stato un bene, per il Maid!

-Dai, non fare la finta modesta. – Miwa estrae il cellulare e mi mostra due video. Non è un pezzo di legno ma confermo che non avrebbe mai potuto vivere di sola danza, lei sorride con l’aria di chi pensa “ te l’avevo detto ”. Cambio discorso. – E oltre ai balletti?

Ci sono i giochi che servono per dare ai clienti un minimo di intrattenimento! Ogni ragazza ne ha uno caratteristico e sono tutti diversi tra di loro!

Io, pensa, mettevo un’enorme quantità di orsetti gommosi in una terrina e chiedevo ai clienti di cercare e prendere solo quelli rossi…usando degli stuzzicadenti da spiedo come se fossero delle bacchette!

-Sembra complicato!

Lo è: e te lo dico perché ho giocato con loro. Ma ci sono delle tattiche, come ad esempio rubare gli orsetti dai piatti altrui…non c’è nessuna regola che invita a giocare pulito!

Miwa finisce il suo gelato e si alza per buttare via la coppetta. A vederla – curata, ben vestita –  non si direbbe appassionata di videogiochi, fumetti e così intraprendente da fondare un Maid Café.

Quando torna spia sul mio blocco per vedere quante domande mancano alla fine dell’intervista, sono poche e sembra delusa – No, siamo già alla fine? è troppo bello!

-Quindi, riassumo: siete ragazze graziose in un Café. Interpretate un personaggio ben definito, intrattenete il cliente…e il vostro nome? Sono molto curiosa: tutto, in voi Maid, ha un significato ben preciso e di certo sarà così anche per il nome!

Il mio “Miwa” ha diversi significati… uno di quelli che ho trovato è “lungimirante, colei che vede lontano”. E questa è una delle cose che voglio fare mie il più possibile, senza arrendermi mai.

(Da come le brillano gli occhi capisco che è vero n.d.r)

-Mi sembra che il tuo nome rispecchi quello che hai fatto. Ti hanno detto che sei stata brava? Altrimenti te lo dico io: sei stata brava.

Ti ringrazio! Ma ripeto che non sono stata da sola: Hana e Misa mi sono sempre state accanto e mi hanno aiutata a non farmi abbattere dalle circostanze. Se non fosse stato per loro non sarei riuscita a portare avanti il Maid nel modo in cui l’ho fatto.

Durante i giorni della terza edizione di Rovigo Comics sapevo di poter contare su di loro e questo mi ha trasmesso una grande serenità. Di fatto mi sono trovata a lavorare con delle amiche e il Maid ne ha risentito in maniera positiva: tutti si sono dichiarati soddisfatti.

Siamo state tutte brave… Faccio fatica a esprimerlo a parole ma è una cosa che scalda il cuore.

-Non mi aspettavo tanta dolcezza!

Che vuoi farci, ho appena mangiato tre palline di gelato…

-E “Miu”? Cosa significa?

Ecco! Il nome “Miu” l’abbiamo deciso l’anno scorso di comune accordo con tutte le ragazze: ci piaceva l’idea che richiamasse il verso del gatto e, infatti, alcune di noi, alla fiera, indossavano proprio delle orecchie da gatto.

Quest’anno, visti alcuni cambiamenti nel gruppo, abbiamo deciso di cambiare nome! Sono orgogliosa, quindi, di dirti ufficialmente che ci chiameremo “AIRASHI MAID Café”

-Suona bene, mi piace più di “Miu”, se me lo concedi. Mette allegria!

Già, e prova a dirlo a voce alta: distende le labbra in un sorriso! È una cosa bella, no? Mette allegria anche a pronunciarla! A me piace davvero moltissimo.

-E dimmi, Miwa… a quali eventi parteciperete quest’anno? 

Abbiamo partecipato a Rovigo Comics e a FEComics, il nostro prossimo impegno sarà a Forlimpopoli, il 3-4 Settembre

-E poi?

E poi stiamo lavorando alla partecipazione ad altri eventi, tenetevi aggiornati attraverso la nostra pagina Facebook 

Passerò di certo! Ma prima dimmi quella cosa… com’era la frase di rito?

Miwa cambia espressione, forse entra nel personaggio. Diventa più seria e, allo stesso tempo, più dolce. Bentornata a casa, onorata Padrona!

-Niente scherzi, Miwa-chan… La voglio in giapponese!

E Miwa si alza, unisce le mani all’altezza del grembo e, inchinandosi appena, mi dice –okaerinasai mase, ojyō –sama!

Decido di fidarmi di quella che, alle mie orecchie ignoranti, potrebbe essere anche la lista della spesa e la saluto, contenta di aver fatto la sua conoscenza.

Le faccio un’ultima domanda, però, prima che se ne vada: le chiedo se, la ragazza dietro a Miwa, assomiglia almeno un po’ a Miwa o se, anche con me, è stata un personaggio.

Lei ci pensa un po’ e mi sorride, di nuovo – Ci ho preso gusto con questa intervista! Se vuoi sapere chi c’è dietro “Miwa” chiamami un’altra volta!

E, io, sorrido pensando che sì, lei è davvero così.